venerdì 3 dicembre 2010

L'estremismo si vede dagli occhi?

Ci sentiamo parte di qualcosa che qui non esiste. Credevamo di fare la rivoluzione ed eravamo morti e vuoti; non di idee, ma di forza.
Siamo parte di qualcosa che non ci appartiene. Quello a cui apparteniamo non è nostro.

"Possiamo fare soltanto 50 assenze", mi dite. Diritto di manifestare venduto ad una legge. Me ne vergogno.
La rivoluzione del tempo libero.
Non sappiamo far nulla di meglio.
Scioperi indetti dall'alto e dunque giustificati. Sorrisi che non hanno niente di vero e non lo sanno. Quando si apre la bocca si sente solo il cattivo alito.


(In foto, Graziano)

Per manifestare si coprono questi studenti. Viso nascosto, labbra che si muovono, mani che non possono rimanere al posto sbagliato. Sono rabbiosi e hanno gli occhi scoperti. Ci siamo capiti, io e loro. Per gli altri sembra già tardi. Vorrei tanto essere lì (senza saper bene dove).

mercoledì 1 dicembre 2010

niente di te

E' tristezza. Passeggia di corsa e ci afferra le mani. Ci credo alle stupidaggini.
Morire felicemente, pensavo. Non ho paura e ho sempre amato il vuoto.
Tutti gli avvenimenti e gli oggetti perdono forza. La solitudine cammina più in fretta della tristezza. Ai momenti perfetti non ci credo da tempo. Alle emozioni sì. Insegnano che se qualcosa è importante possiamo essere banali.


(In foto, Giada)

Non potremmo far altro che essere amici ed ubriacarci insieme.
La moda del lento può solo tornare. E' bene.
Come se non ci fossimo mai incontrati.
Non so vivere una sola vita, imparalo.

domenica 14 novembre 2010

martedì 2 novembre 2010

non so far altro che guardare

Mi piace pensare che la gente onesta sia viva.
La passione per la politica non è interesse.
Bisognerebbe odiare il progresso e vivere in campagna.
Contano le idee, non i fatti. Quelli si dimenticano.
La musica resta.


(In foto, Totò)

Che poi io non so parlare ma questo non è mai importante.
Mi basta guardare cose tanto squallide per ripensare alla bellezza.
"La festa dei morti", dite. Immagino questi tipi che scoperchiano le bare, escono e ballano sulle loro tombe. Saltellano scalzi che tanto loro non sentono freddo.
E, a dir il vero, non so quanto sia terribile pensare a questa danza se voi oggi mangiate i dolci.

mercoledì 29 settembre 2010

"il non essere non è e non può essere"

diventavo piccolissima e non potevo fare quello che avevo sempre voluto.
mi tappavano la bocca e mi coprivano gli occhi e, pian piano, divenivo sorda.
scomparivo. non vi vedevo e non mi vedevate .
bello lasciarle a metà.

so non vivere di pregiudizi dunque ogni tanto muoio o mi addormento.

sabato 28 agosto 2010

da lontano raccontavo

S'ingozzava e singhiozzava.
Camminava avanti e poi tornava indietro e non sapeva più fermarsi.
Scansava la gente e accarezzava i cani e contemplava le mosche.
La paura era finita. Sapeva come sarebbero andate le cose adesso. Forbici e lametta in bagno. Guardava la sua immagine riflessa allo specchio ancora bagnato: essì..era davvero magnifica. Bella. D'una bellezza inutile e senza potere. Non le restava altra scelta.
John la stava cercando e, probabilmente trovandola, l'avrebbe uccisa.
Forse poteva ancora fuggire e cambiare la vita. Prese le forbici e così tagliò i suoi lisci capelli. Piangeva e rideva. Disperata passò la lametta sulle sue sopracciglia.

Urla ora. E' ancora splendida.
Occhi verdi e labbra disegnate. Muove i suoi fianchi davanti allo specchio.
Oh, che bel sorriso.

Non sa più fermarsi. Si spoglia e continua a ballare.
John ha lasciato lì i barattoli di vernice blu e lei decide di gettarli sul corpo.
Alza il volume della radio e salta. Salta sempre più in alto.
Bussano alla porta. Si siede e piange. Aspetta. Gioca con il colore. Pensa che avrebbe dovuto scoprirne la bellezza molto tempo prima.
Ma è tardi, si sa. E' triste saper di dover morire.



Ne sono passati di anni da quel giorno e scopro solo adesso che lui aveva già capito ogni cosa.
Gli umani non sono umani.

giovedì 12 agosto 2010

"Noia e Rivoluzione" (sì, anch'io)

Ci è rimasto il meglio del '68. La musica, la poesia, le idee..
Probabilmente, vivendo in quegli anni, saremmo stati tra i ribellicomunisti-antiborghesi. Chi si ricorda di chi ha detto qualcosa di nuovo. Ci si ricorda di pochi e poi di quelle masse che non ragionavano. Senza di loro quesi pochi sarebbero dimenticati.

Ci è rimasto l'essenziale e dobbiamo farne qualcosa.
Dobbiamo fare qualcosa.

Dirlo a te non servirebbe, tu non capisci. Tu sei stupido.
Troppo poco importante anche per dedicarti queste parole.
So che i vostri sogni non sono uguali ai miei.
Io devo alzarmi da questo letto e fare qualcosa.
Manca solo una notte alla mia partenza. Ho ancora molto tempo.